Social Media

Quasi quasi lo faccio…

Negli ultimi tempi mi è capitato di ascoltare diverse persone ripetere questo mantra: “Dovremmo sviluppare la presenza della nostra azienda sui social”, oppure “Dovremmo lanciare delle campagne sul web”. Si potrebbe pensare: “E che male c’è?”. Si contatta l’agenzia o il freelance di turno e si richiede un preventivo.

Per quanto mi riguarda, nutro molta perplessità in queste dichiarazioni, quasi al limite della preoccupazione. In primo luogo, perchè sono pronunciate da imprenditori di PMI; in secondo luogo, è quel condizionale che stona di brutto: “Dovremmo…”.

Le conseguenze del “Dovremmo…

Se mesi di lockdown, una pandemia ancora in corso e le notevoli difficoltà economiche con cui ormai abbiamo quasi fatto l’abitudine, ti costringono a iniziare la frase con un condizionale, qualcosa che non va c’è di sicuro. Non adoro fare di tutta l’erba un fascio, ma se gli imprenditori locali sono in questa situazione è anche colpa di chi lavora nell’ambito del digitale.

L’assenza di una barriera di ingresso per un professionista nel circuito del web marketing, ha provocato l’invasione di una nutrita schiera di guru e presunti specialisti, che incentivano alla grande il sogno italiano (molto simile a quello americano): “Come guadagnare millemila euri al mese con questo metodo rivoluzionario”; oppure “Come fatturare da 0 a 10.000 euro al mese con questa tecnica che gli esperti di settore vogliono mantenere segreta”. Ne avrai lette sicuramente anche di più goliardiche.

Il punto è che se ancora vengono usate, significa che funzionano. Non serve commentare ulteriormente, non trovi?

Questi messaggi fuorvianti provocano l’invalidità dell’educazione al digitale che molti professionisti (seri) cercano di diffondere attraverso i corretti canali social e il web. Forse è un’affermazione un pò forte da accettare, ma è meglio una brutta verità che una bella bugia. Delle belle bugie ne abbiamo accennato e ora è il caso di capire quali conseguenze comportano per un imprenditore che possiede un’attività locale.

Ancora conseguenze…

La peggiore delle conseguenze è abbastanza intuitiva: spendere soldi credendo che si stia investendo in pubblicità senza alcun ritorno porta, nel lungo termine, a un doppio dispendio di energia e denaro. Questo perchè bisognerà porre rimedio al danno cagionato alla reputazione del brand e ristrutturare l’analisi strategica per cercare di portare i risultati attesi in termini di contatti e potenziali clienti.

Un’altra conseguenza spiacevole tocca da vicino la sfera psicologica: si tratta della demotivazione e del drastico calo di fiducia che la comunicazione social rappresenta per un brand, che si abbia a che fare con la pandemia da Covid-19 o no.

C’è sicuramente ancora molto da fare a livello locale, sia in provincia di Latina, che nel resto del paese. Nonostante questo funesto 2020, ci sono molte attività che, invece, hanno voglia di mettersi in gioco e, viene da sè, si scontrano con un altro grande problema: il budget. 

social budget

I social sono per tutti?

Ecco un’altra amara verità: i social sono a pagamento!

Se qualcuno ti dice il contrario, o ti trovi davanti a un ciarlatano, oppure sei di fronte a un vero fuoriclasse. Di fesserie.

Per permettere ai contenuti della tua pagina Facebook di raggiungere il maggior numero di persone (opportunamente in target), bisogna sponsorizzare il post. Non basta la ricondivisione di qualche amico o parente. Qualche eccezione a parte, i tuoi familiari, i parenti e gli amici non sono tuoi potenziali clienti. A cosa serve questa caccia di like selvaggia se poi non acquisisci alcun tipo di contatto?

Per questo il budget può diventare un problema. Molte attività locali non hanno la minima idea di quanto può costare un’attività di sponsorizzazione sui social; altri invece, sono convinti che 50 euro possono bastare. Senza entrare troppo nei tecnicismi (non adatti per questa breve lettura), ti invito a contattare Latina Digitale per avere informazioni al riguardo.

L’educazione al digitale fa parte dei nostri valori. 

E ricorda: domandare è lecito, rispondere è cortesia. 

Una chiacchierata non costa nulla!
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