Digital Transformation

Digital Transformation: la rivoluzione necessaria

L’imprenditore statunitense Henry Ford disse: «C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti». Una dichiarazione che, anche a distanza di decenni, riassume perfettamente il senso di quel “processo evolutivo sociale e tecnologico” che oggi conosciamo con il nome di “Digital Transformation”.

A cosa ci riferiamo quando parliamo di “Digital Transformation”?

Ma cos’è, nello specifico, la “trasformazione digitale”? E chi tocca da vicino?
Se, a partire dai primissimi anni del nuovo millennio, abbiamo assistito a un vertiginoso progresso in campo tecnologico e digitale, che procede senza sosta verso orizzonti di innovazione sempre più lontani e impensabili per le precedenti generazioni – anche questa è, a suo modo, vera fantascienza! – oggigiorno è impossibile tenere separati il mondo del digitale, da quello lavorativo.

Qui entra in gioco la digital transformation, anche se, con ogni probabilità, sarebbe più opportuno parlare di una vera e propria “evoluzione”, basata su cambiamenti che toccano diversi ambiti e processi lavorativi – perché ciò che si trasforma smette “di esistere”, per lasciare spazio al nuovo.
Per un’azienda o, perché no, per l’attività in proprio di un libero professionista, addentrarsi in un percorso di digital transformation significa, prima di tutto, accettare e affidarsi a una serie di cambiamenti tecnologici e, quindi, via via, gestionali, organizzativi e “culturali”, destinati a modificare profondamente il modo di lavorare. Una modifica a posteriori necessaria, per permettere alla propria attività di esprimersi al meglio, utilizzando i migliori strumenti che il mondo del digitale mette a disposizione.

Perché aziende e lavoratori non possono rinunciare alla “Digital Transformation”.

In maniera quasi spicciola, con la digital transformation si ha l’impressione di passare da un contesto analogico, a uno digitale: quindi, maggiormente performante.
La digital transformation è un processo nient’affatto immediato, che richiede attenzione e totale coinvolgimento di tutte le parti in gioco, non solo da parte del titolare dell’azienda. Ciò significa che, in realtà, i primi che trarranno un vantaggio sostanziale dalle nuove modalità di lavoro, saranno proprio i dipendenti.

digital transformation e stress

L’apporto di nuove tecnologie, la possibilità di coordinare al meglio le differenti fasi del lavoro e la velocità di interazione con aziende esterne, sono solo le più immediate conseguenze di un processo che sì, opera “per sottrazione”, poiché snellisce operazioni un tempo più complesse e farraginose, ma è, allo stesso tempo, in grado di supportare il lavoratore affinché tragga i maggiori benefici dal proprio lavoro, attraverso un più equilibrato rapporto tra il tempo a disposizione, l’impegno necessario per lavorare e i profitti finali raggiungibili.

Senza sottovalutare – aspetto di capitale importanza per una “comunità di lavoratori” – i vantaggi psicologici e psicofisici che l’automazione di un “ambiente tecnologico” trasmette al lavoratore indaffarato e obbligato ad operare in un lasso di tempo sempre più ristretto.

“Trasformazione” è sinonimo di “Formazione”

Tuttavia, l’inserimento di nuovi elementi in un contesto lavorativo già “collaudato” che modificano tempistiche e operatività, non deve in alcun modo incidere come un fattore stressante per il lavoratore: sebbene ciò accada in alcuni individui che non riescono a fronteggiare la digital transformation come un vero e proprio miglioramento di settaggio delle mansioni che sono chiamati a svolgere, lasciando campo aperto a una carica montante di stress dovuta all’impossibilità di relazionarsi con le nuove tecnologie, è indispensabile che il lavoratore acquisisca una sicurezza che solo la continua formazione può fornirgli.

In parole povere, nessuno di noi è in grado di utilizzare nell’immediato le innovazioni tecnologiche al meglio delle loro potenzialità ma, con il tempo e la giusta predisposizione a imparare, i benefici che il lavoro trarrà dall’impatto delle aziende con il processo di digital transformation saranno, a posteriori, irrinunciabili.

Affrontare con positività un percorso formativo di acquisizione di nuove conoscenze legate alla digital transformation è, per questo motivo, l’unico percorso da intraprendere per migliorare sia la qualità del proprio lavoro – e, di conseguenza, quello degli altri -, sia per arricchire se stessi, coltivando e affinando le proprie capacità.

E in una società ipercinetica e in costante mutamento come quella in cui viviamo, non è certo un aspetto di poco conto.